Civita di Bagnoregio, la città che muore

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Civita di Bagnoregio

A pochi passi dalla città dove sono cresciuto, Viterbo, si trova quello che forse è il paese più suggestivo di tutta Italia (se non dell’Europa intera): Civita di Bagnoregio.

Fondato dagli Etruschi circa 2500 anni fa, questo piccolo borgo, situato nella Valle dei Calanchi, è abitato solamente da una decina di persone ma attira centinaia di migliaia di turisti ogni anno da tutto il mondo che accorrono per poter ammirare uno spettacolo quasi surreale.

Il paese, infatti, si trova sulla sommità di un colle di tufo situato in mezzo ad una vallata dove si possono ammirare delle lunghe ed esili creste di argilla, i calanchi. La vista di Civita in questo panorama mozzafiato ricorda quella di un piccolo isolotto  situato nel mezzo di un enorme oceano.

“La Città che muore”, questo è il soprannome che è stato dato alla piccola Civita di Bagnoregio, è raggiungibile solamente tramite un lungo e ripido ponte che la collega alla “terra ferma”. Per accedere bisogna pagare un biglietto, che nei prossimi giorni dovrebbe aumentare da 1,5 a 3 euro (scelta presa dall’amministrazione locale per evitare un turismo di massa che potrebbe compromettere l’integrità di Civita) che si può sia prenotare online oppure acquistare direttamente al piccolo botteghino situato alla base del lungo ponte costruito nel 1965.

Una delle prime volte che sono stato in questo meraviglioso borgo è stato durante una passeggiata organizzata dall’Associazione Culturale che avevo fondato qualche anno fa. Siamo partiti dal vicino paese di Lubriano, su un costone di roccia distante qualche km da Civita, siamo scesi nella Valle dei Calanchi seguendo il percorso naturalistico e siamo risaliti lungo il uno dei versanti argillosi che portano al borgo. Una vera e propria immersione nella natura che circonda “la Città che muore” tra corsi d’acqua, piante e terreno fangoso.

Ma perché si chiama “la Città che muore”?

frana civita di bagnoregio

Fonte immagine Tuscia Web

Questo soprannome è dovuto alla forte instabilità; infatti, con il passare dei  secoli si sono verificate centinaia di frane che hanno portato al deciso assottigliamento del colle e al crollo di diverse abitazioni. La causa delle numerose frane è da imputare alla composizione argillosa del terreno e dai flussi d’acqua; per arginare questo importante fenomeno erosivo è stato costruito un complesso reticolo di cavi d’acciaio che tengono insieme tutta la collina e contengono il distaccamento della zona dove sono collocate le abitazioni.

Cosa vedere a Civita di Bagnoregio?

Oltre alla suggestiva vista che ci si ritrova davanti appena si scende per arrivare al ponte, al centro di Piazza San Donato, la principale di Civita, troviamo un piccolo museo, il Museo Geologico e delle frane, che racconta tutta la storia del borgo e le opere di ingegneria realizzate per tenerlo in vita.

Sempre nella piazza principale troviamo la mole dell’ex duomo di San Donato e la chiesa che ospita un pregiato crocifisso ligneo del 1400. Usciti è d’obbligo fare una passeggiata tra le strette stradine del borgo che, qua e la, regalano dei meravigliosi affacci sulla bellissima Valle dei Calanchi.

vista civita di bagnoregioNegli ultimi anni si sta tentando in tutti i modi di far diventare Civita di Bagnoregio patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, grazie al forte appoggio del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, dopo che a cavallo con il nuovo millennio c’era stato chi aveva proposto di procedere con l’abbattimento del borgo poiché diventato troppo pericoloso.

Per fortuna, invece della demolizione si è agito con concreti interventi di manutenzione che hanno e continuano a limitare l’attività erosiva.

Civita di Bagnoregio è uno di quei posti che vale la pena visitare almeno una volta nella vita!

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